Archivio mensile Agosto 27, 2021

“Trasversale, dal Tar tutto tace”

Era il mese di luglio dello scorso anno quando, con toni entusiasti, abbiamo avuto la notizia dell’arrivo del commissario per la Trasversale Terni-Civitavecchia.

Due mesi prima, in un intervento in Commissione, avevo interrogato personalmente la ministra Paola De Micheli, per chiedere l’adozione del “modello ricostruzione Ponte di Genova”, una misura snella per il completamento dell’infrastruttura da lungo tempo attesa da due Regioni, Lazio ed Umbria.

Con l’inserimento dell’opera tra quelle commissariabili, sembrava finalmente a portata di mano la conclusione dell’ultimo tratto che collega Monte Romano a Civitavecchia e, di conseguenza, il  completamento di un’arteria di sviluppo prioritario per la Tuscia per i collegamenti economici e turistici che ne derivano.

La nomina, inizialmente prevista per fine settembre 2020, in realtà è arrivata con il dpcm del 17 aprile 2021, in mezzo l’ennesima crisi di governo, che ha designato l’ingegner Ilaria Coppa.

Il 26 maggio scorso, nel frattempo, il Tar si è riunito per derimere la controversia sul tracciato che, da anni, blocca l’iter procedurale dell’opera.

Ad oggi, trascorsi abbondantemente i sessanta giorni previsti per il deposito della sentenza, ancora tutto tace.

La Trasversale è un’infrastruttura fondamentale per il nostro territorio, che unirebbe in maniera molto veloce il porto di Civitavecchia con l’A1, l’A12. l’E45, l’Alta velocità, l’Interporto di Orte.

I benefici sarebbero notevoli sia dal punto di vista economico che turistico.

Dopo decenni di attesa la provincia di Viterbo merita risposte.

“Sul Rave a Mezzano le responsabilità sono del governo assente con il PD andato in tilt”

In un governo in cui, da oltre un anno e mezzo, si impongono divieti e restrizioni, si permette, in un’area incontaminata, un bivacco di sei giorni senza alcun controllo e in totale sfregio di qualsiasi norma sanitaria. In una qualsiasi altra nazione ci sarebbero state le dimissioni immediate del capo del Viminale. Da noi, invece, si cerca ancora di capire a chi siano da attribuire le responsabilità e magari trovare qualche capro espiatorio.
Mentre a Mezzano le forze dell’ordine in pieno ferragosto senza alcun preavviso, si sono spese in maniera instancabile, il Viminale ha perso del tutto la bussola, con un servizio di intelligence inesistente.
Ora, con quale credibilità può esigere il rispetto delle regole da cittadini onesti che chiedono solo di lavorare?

Sulla questione del rave poi da pantomima il Pd, andato in corto-circuito, rimpallando le responsabilità, dividendosi, come sempre, in mille rivoli e correnti, e mettendo, nero su bianco, tesi in assoluto contrasto tra di loro.

In un Paese serio sarebbe stato lo stesso ministro dell’Interno ad assumersi le sue colpe, invece Lamorgese non ha accennato un minimo di autocritica dopo lo scempio che si è consumato, è per questo motivo che stiamo valutando di presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti.

“Si faccia chiarezza sull’attacco informatico al sito della Regione Lazio”

Sull’attacco informatico al sito della Regione Lazio, che ha mandato in tilt l’intero sistema sanitario, è sconcertante come l’unico a pronunciarsi sia stato il presidente Zingaretti.

Nessuna autorità preposta alla sicurezza, non solo cibernetica del Paese, nessun responsabile del settore informatico, men che meno dell’attività inquirente.

Solo il presidente ha parlato, definendo l’episodio di matrice terroristica ed attribuendone la responsabilità ad un non meglio identificato hacker tedesco.

Qualche giorno prima dell’accaduto una nota multinazionale ed un’importante società informatica fornitrice della Regione,  avevano avvisato dei possibili rischi, invitando ad adottare specifiche precauzioni, ma nessuno dalla Regione, alla luce di quanto successo, sembra aver preso in considerazioni simili ammonimenti.

Quello che si è verificato rappresenta un pericoloso precedente per l’intero apparato di pubblica amministrazione e ha messo a nudo la fragilità del sistema di sicurezza informatico, pregiudicando, tra l’altro, il regime di prenotazioni diagnostiche e visite specialistiche.

Definire atto terroristico l’accaduto, non solleva Zingaretti dalle sue responsabilità: evidentemente i computer della Regione Lazio rientrano in quel 96% dei pc della pubblica amministrazione considerati “vulnerabili”.

Fratelli d’Italia chiede al ministro Speranza di riferire in Parlamento circa il mantenimento o meno degli standard sanitari essenziali previsti dalla legge, che il commissario generale Figliuolo intervenga per garantire il proseguimento della profilassi vaccinale per i cittadini del Lazio ed infine che il ministro Colao riferisca sullo stato di avanzamento dei bandi di gara  per il cloud della pubblica amministrazione.

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