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Fratelli d’Italia in piazza a fare politica, incontrando persone e ascoltando proposte

Fratelli d’Italia di nuovo in piazza, a fare politica come da tradizione: incontrando persone e ascoltando proposte.

Ieri il deputato Mauro Rotelli, la consigliera regionale Chiara Colosimo, il portavoce provinciale Massimo Giampieri, il responsabile organizzazione Vincenzo Fini hanno visitato due dei comuni che andranno al voto i prossimi 3 e 4 ottobre, Vetralla e Vitorchiano a supporto dei candidati consiglieri.

A Vetralla per sostenere Rachele Montecolli, Giulio Menegalli Zelli Iacobuzi,Francesco Canensi e Mauro Di Gregorio della lista “Noi tra la gente” con Sandrino Aquilani candidato sindaco, a Vitorchiano a supporto dei candidati Andrea Bernabucci e Alessio Marzo della lista “Noi tra la gente” con Umberto Fusco candidato sindaco.

La visita a Vitorchiano è stata anche l’occasione per visitare l’archivio comunale, dove sono custoditi testi importanti e di notevole pregio.

Ovunque tanto entusiasmo e partecipazione.

Ufficio Stampa

In 10mila in piazza per Michetti. Meloni: «FdI non si fa mettere il bavaglio da nessuno»

«Questa è una grande manifestazione». Già prima di salire sul palco di “L’Italia del riscatto”, la manifestazione di FdI a piazza del Popolo a sostegno di Enrico MichettiGiorgia Meloni, non ha nascosto la soddisfazione per un evento che rappresentava una sfida e che è stato una sfida vinta. «Grazie per questa piazza stupenda», ha detto poi la leader di FdI dal palco, ricordando le «difficoltà, le restrizioni, le paure» del momento

In 10mila rispondono alla chiamata di FdI per Michetti

Alla chiamata di FdI hanno risposto in 10mila. «Forse siamo rimasti gli unici ad organizzare manifestazioni di questa portata, sempre rispettando le regole e il protocollo previsto dalla pandemia. Crediamo che la politica si faccia ancora così», ha sottolineato Meloni, ricordando che FdI non si fa «mettere il bavaglio» dalla sinistra che la vorrebbe silente e fuori dalle piazze.

In piazza l’orgoglio di essere di FdI

Giovanni Donzelli, il responsabile organizzazione del partito, dopo gli interventi dei governatori delle Marche e dell’Abruzzo, Francesco Acquaroli e Marco Marsilio, e di Enrico Michetti, ha presentato Meloni come la leader di FdI, dell’Ecr e «presto speriamo la leader al governo della Nazione». Un’affermazione accolta con un boato dalla piazza, popolata di persone che con la loro presenza hanno confermato l’orgoglio di essere di FdI: «Se tanta gente viene in piazza a sventolare una bandiera, è perché oggi può dire di sentirsi fiera di essere di FdI», ha detto Meloni, ripercorrendo la crescita di FdI che «fa venire i brividi» e che è frutto dell’impegno e della coerenza di un partito che «non ha paura di dire la verità». A partire dai temi della pandemia.

Meloni: «Non smetteremo mai di chiedere risposte»

Meloni ha portato innumerevoli esempi: dalla scuola ai trasporti pubblici, dai tamponi al Green pass, dalle cure domiciliari ai «troppi scandali che hanno trasformato il Covid in un enorme affare per i soliti circuiti della sinistra». Una serie di errori e omissioni che si riassumo nel fatto che oggi ci ritroviamo con «uno Stato incapace che scarica sui cittadini i problemi perché non è in grado di risolverli». Fra i nodi da affrontare restano la riforma della magistratura, la questione produttiva, la difesa del nostro interesse nazionale. «FdI non smetterà mai di dirlo, di chiedere risposte», ha avvertito Meloni, ricordando che il «Green pass è l’arma di distrazione di massa sulle molte cose non fatte per mettere in sicurezza l’Italia».

Salvare il tessuto produttivo di Roma e dell’Italia

La priorità per l’Italia e per Roma è «salvare il tessuto produttivo», «dare risposte alle categorie che sono state massacrate dalla crisi» e finite nelle illogicità di uno Stato che se vuoi lavorare non te lo fa fare, ma se vuoi stare a casa ti dà «la paghetta» per farlo. «È una vergogna», ha detto ancora Meloni scagliandosi nuovamente con forza contro il Reddito di cittadinanza, che ha di nuovo definito «metadone», ricevendo l’applauso della piazza, replicato anche quando ha citato il ministro Lamorgese, ricordando la petizione a sostegno della mozione per la sfiducia.

«Questa è Roma»: la destra lo sa, gli altri…

«A noi manca la capacità di mettere chi vuole fare impresa in condizione di farlo. La forza del marchio che vale per l’Italia è ancora più vera per Roma», ha detto Meloni, ricordando che lo slogan della sua candidatura 5 anni fa era «Questa è Roma». «È la città eterna, capitale d’Italia, del cristianesimo, del mediterraneo della civiltà europea. Roma è la Capitale, ma è anche un capitale per l’Italia intera. Dovrebbe essere ricca, ammirata, fiore all’occhiello d’Italia. Invece è stata violentata, saccheggiata, poi dimenticata e oggi derisa da tutti suoi competitor stranieri. Sono mancate amministrazioni efficienti, ma molto – ha avvertito Meloni – è dovuto alla lunga mancanza di una scelta strategica dello Stato italiano: riconoscere a Roma status e risorse sua specificità richiedevano. L’investimento su Roma è l’investimento sulla Nazione».

«La sinistra conosce benissimo Michetti, per questo ne ha paura»

Complici di questa miopia sono stati anche coloro che oggi chiedono di guidare la città, Virginia Raggi e il M5S e l’allora ministro Roberto Gualtieri e il Pd. «Noi – ha sottolineato Meloni parlando di Michetti – non abbiamo scelto un buon candidato, noi abbiamo scelto un buon sindaco». È poco conosciuto? «È molto più facile far conoscere una persona capace che rendere capace una persona conosciuta», ha avvertito la leader di FdI, sottolineando che la campagna di denigrazione nei confronti del candidato del centrodestra è dovuta proprio al fatto che gli avversari Michetti lo conoscono benissimo. «È Cavaliere al merito. Sapete chi lo ha proposto?», ha domandato Meloni, fornendo poi la risposta: «Lo ha proposto Paolo Gentiloni. La sinistra lo conosce molto bene, per questo lo attacca».

Michetti: «Se torna Roma non ce n’è più per nessuno»

«I romani – ha detto Meloni – dovrebbero votare Michetti perché a Roma serve una visione, ma anche la capacità di realizzarla. È una macchina complessa che se non la fai guidare da chi la sa far marciare, non vai da nessuna parte». Michetti ha chiarito che «quando mi sono candidato con il centrodestra ho capito cosa significasse: noi siamo gente per bene che rispetta la costituzione, il popolo, la famiglia, la patria». «Roma ha bisogno di essere rilanciata. Se ci consentono di poter cambiare, trasformeremo la Capitale. Se Roma torna ad essere Roma non ce n’è più per nessuno», ha proseguito il candidato sindaco.

L’appello di Meloni: «Stavolta fidatevi di noi»

«Questa volta fidatevi di noi, della coerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo. E ricordatevi che se vi hanno tradito una volta, ci sono ottime possibilità che lo facciano ancora», è stato l’appello finale di Meloni ai romani, ricordando che «voi dovete votare pensando al meglio per la città. Quello che possiamo fare noi è fare di tutto per essere il meglio che si possa scegliere. Con i fatti, non con le parole».

Da: Secolo d’Italia https://www.facebook.com/plugins/like.php?href=https://www.ildibattito.eu/2021/09/20/in-10mila-in-piazza-per-michetti-meloni-fdi-non-si-fa-mettere-il-bavaglio-da-nessuno/&layout=button_count&show_faces=false&width=105&action=like&colorscheme=light&height=21

Ufficio Stampa

Terminata l’informativa del ministro Lamorgese: “Completa delusione e insoddisfazione”

Terminata ora l’informativa del Ministro Lamorgese chiesta da Fratelli d’Italia sul rave di Mezzano. Completa delusione e insoddisfazione, neanche una proposta, un progetto, un’idea per non fare ripetere lo scempio perpetrato questa estate vicino Valentano.

Un riassuntino anche approssimativo dei fatti, il tentativo maldestro di scaricare la responsabilità sulle forze dell’ordine locali e la cosa più grave, per eventi che si ripetono, nessun antidoto, se non la tristissima strategia della “riduzione del danno”. Forse è quella che si merita il popolo dei rave, ma non noi”.

Ufficio Stampa

“Trasversale, dal Tar tutto tace”

Era il mese di luglio dello scorso anno quando, con toni entusiasti, abbiamo avuto la notizia dell’arrivo del commissario per la Trasversale Terni-Civitavecchia.

Due mesi prima, in un intervento in Commissione, avevo interrogato personalmente la ministra Paola De Micheli, per chiedere l’adozione del “modello ricostruzione Ponte di Genova”, una misura snella per il completamento dell’infrastruttura da lungo tempo attesa da due Regioni, Lazio ed Umbria.

Con l’inserimento dell’opera tra quelle commissariabili, sembrava finalmente a portata di mano la conclusione dell’ultimo tratto che collega Monte Romano a Civitavecchia e, di conseguenza, il  completamento di un’arteria di sviluppo prioritario per la Tuscia per i collegamenti economici e turistici che ne derivano.

La nomina, inizialmente prevista per fine settembre 2020, in realtà è arrivata con il dpcm del 17 aprile 2021, in mezzo l’ennesima crisi di governo, che ha designato l’ingegner Ilaria Coppa.

Il 26 maggio scorso, nel frattempo, il Tar si è riunito per derimere la controversia sul tracciato che, da anni, blocca l’iter procedurale dell’opera.

Ad oggi, trascorsi abbondantemente i sessanta giorni previsti per il deposito della sentenza, ancora tutto tace.

La Trasversale è un’infrastruttura fondamentale per il nostro territorio, che unirebbe in maniera molto veloce il porto di Civitavecchia con l’A1, l’A12. l’E45, l’Alta velocità, l’Interporto di Orte.

I benefici sarebbero notevoli sia dal punto di vista economico che turistico.

Dopo decenni di attesa la provincia di Viterbo merita risposte.

Ufficio Stampa

“Sul Rave a Mezzano le responsabilità sono del governo assente con il PD andato in tilt”

In un governo in cui, da oltre un anno e mezzo, si impongono divieti e restrizioni, si permette, in un’area incontaminata, un bivacco di sei giorni senza alcun controllo e in totale sfregio di qualsiasi norma sanitaria. In una qualsiasi altra nazione ci sarebbero state le dimissioni immediate del capo del Viminale. Da noi, invece, si cerca ancora di capire a chi siano da attribuire le responsabilità e magari trovare qualche capro espiatorio.
Mentre a Mezzano le forze dell’ordine in pieno ferragosto senza alcun preavviso, si sono spese in maniera instancabile, il Viminale ha perso del tutto la bussola, con un servizio di intelligence inesistente.
Ora, con quale credibilità può esigere il rispetto delle regole da cittadini onesti che chiedono solo di lavorare?

Sulla questione del rave poi da pantomima il Pd, andato in corto-circuito, rimpallando le responsabilità, dividendosi, come sempre, in mille rivoli e correnti, e mettendo, nero su bianco, tesi in assoluto contrasto tra di loro.

In un Paese serio sarebbe stato lo stesso ministro dell’Interno ad assumersi le sue colpe, invece Lamorgese non ha accennato un minimo di autocritica dopo lo scempio che si è consumato, è per questo motivo che stiamo valutando di presentare una mozione di sfiducia nei suoi confronti.

Ufficio Stampa

“Si faccia chiarezza sull’attacco informatico al sito della Regione Lazio”

Sull’attacco informatico al sito della Regione Lazio, che ha mandato in tilt l’intero sistema sanitario, è sconcertante come l’unico a pronunciarsi sia stato il presidente Zingaretti.

Nessuna autorità preposta alla sicurezza, non solo cibernetica del Paese, nessun responsabile del settore informatico, men che meno dell’attività inquirente.

Solo il presidente ha parlato, definendo l’episodio di matrice terroristica ed attribuendone la responsabilità ad un non meglio identificato hacker tedesco.

Qualche giorno prima dell’accaduto una nota multinazionale ed un’importante società informatica fornitrice della Regione,  avevano avvisato dei possibili rischi, invitando ad adottare specifiche precauzioni, ma nessuno dalla Regione, alla luce di quanto successo, sembra aver preso in considerazioni simili ammonimenti.

Quello che si è verificato rappresenta un pericoloso precedente per l’intero apparato di pubblica amministrazione e ha messo a nudo la fragilità del sistema di sicurezza informatico, pregiudicando, tra l’altro, il regime di prenotazioni diagnostiche e visite specialistiche.

Definire atto terroristico l’accaduto, non solleva Zingaretti dalle sue responsabilità: evidentemente i computer della Regione Lazio rientrano in quel 96% dei pc della pubblica amministrazione considerati “vulnerabili”.

Fratelli d’Italia chiede al ministro Speranza di riferire in Parlamento circa il mantenimento o meno degli standard sanitari essenziali previsti dalla legge, che il commissario generale Figliuolo intervenga per garantire il proseguimento della profilassi vaccinale per i cittadini del Lazio ed infine che il ministro Colao riferisca sullo stato di avanzamento dei bandi di gara  per il cloud della pubblica amministrazione.

Ufficio Stampa

Grande partecipazione per gli incontri ad Orte e Montefiascone con il capogruppo alla Camera, Francesco Lollobrigida

Le nuove sfide in vista delle prossime elezioni, gli obiettivi di crescita per il territorio ed i temi caldi della politica nazionale al centro degli incontri organizzati da Fratelli d’Italia ad Orte e Montefiascone.

Tantissime le persone che hanno partecipato ai due appuntamenti, accogliendo con entusiasmo il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida, il deputato Mauro Rotelli, il coordinatore provinciale Massimo Giampieri ed i due padroni di casa, il rappresentante dell’assemblea nazionale Diego Bacchiocchi e il rappresentante regionale Massimo Ceccarelli.

Sul tavolo, l’impegno a valorizzare le grandi opportunità del territorio, con la costanza e la determinazione che caratterizzano Fratelli d’Italia nel portare a casa gli obiettivi, come nel caso dell’Alta Velocità di Orte, e la necessità di creare supporti ed infrastrutture per uscire dall’isolamento e proiettarsi verso la crescita.

E poi ancora la necessità di garantire alla comunità una maggiore sicurezza, con il contrasto all’immigrazione clandestina che ogni anno, oltre ad alimentare traffici criminali causa centinaia di morti in mare per una gestione approssimata dei flussi che non garantisce un monitoraggio reale.

L’impegno è quello di dare ai comuni, con le prossime amministrative, un governo del fare, con un centrodestra unito e compatto che possa finalmente dare risposte concrete alle priorità dei cittadini, stanchi di promesse elettorali senza contenuto.

Un obiettivo da perseguire in tutti i comuni che vanno al voto e, in particolare a Montefiascone, dove occorre rilanciare un progetto di buon governo , una sorta di “Laboratorio Tuscia” allargato a tutte le forze di destra che sia in grado di restituire alla città il ruolo centrale che le compete come riferimento per l’intero bacino lacuale.

Ufficio Stampa

“Colpo di grazia alle discoteche, solo nella Tuscia coinvolti 400 lavoratori”

Sulle discoteche si abbatte l’ennesimo stop del governo: rimarranno chiuse a prescindere dal green pass, reso obbligatorio per ristoranti e palestre.
Si tratta dell’ultimo colpo di grazia su un settore martoriato da oltre quindici mesi e ormai ridotto in ginocchio.

Solo in provincia di Viterbo sono una decina le attività chiuse da più di un anno, con circa 400 persone coinvolte tra lavoro diretto e indotto, mentre a livello nazionale, stando alle dichiarazioni di Maurizio Pasca, presidente nazionale della Silb, associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, sono oltre 100mila le persone che, da 18 mesi, non percepiscono uno stipendio e non possono accedere agli ammortizzatori sociali.

Con quest’ultima chiusura forzata il governo si rende complice dell’abusivismo nel settore ed, inoltre, favorisce l’assembramento di giovani in luoghi non sicuri  che possono diventare, in breve tempo, focolai incontrollati di trasmissione del virus.

Una decisione scellerata sia dal punto di vista economico che sanitario, che potrebbe gravemente compromettere tutti i sacrifici fatti finora per il contenimento dei contagi.

Ufficio Stampa

Trasporti, Rotelli: Ministro Giovannini chiarisca su Presidente autorità portuale Ancona

“Il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini chiarisca se corrisponde a verità la notizia riportata oggi da alcuni media circa la nomina a presidente dell’Autorità portuale di Ancona dell’Ammiraglio Pettorino, proposto dal Partito democratico e sostenuto dal sindaco di Ancona Valeria Mancinelli. La legge prevede che il rinnovo della governance delle Autorità portuali avvenga su proposta del Ministero ma con l’accordo delle Regioni competenti e sentite le Commissioni parlamentari. Sia le Regioni che le Commissioni però, hanno presentato al ministero altre candidature e la volontà del ministro di forzare la mano sul nome dell’ammiraglio Pettorino, se confermata, sarebbe una decisione grave e contro la quale Fratelli d’Italia si batterà in tutte le sedi”.

Lo dichiara Mauro Rotelli, deputato di Fratelli d’Italia e componente della commissione Trasporti della Camera.

Ufficio Stampa

Sì alla riapertura delle discoteche il settore è in ginocchio

Qualche istante dopo il fischio finale di Italia vs Belgio, dopo la splendida prestazione degli azzurri, è iniziata la festa. Caroselli, cori e una bellissima festa documentata da foto e video, a piazza del Popolo a Roma, il simbolo di un’Italia che ha voglia di vita e di riscatto. Altre immagini ieri, quelle del Pride a Napoli, con musica, esibizioni sul palco e migliaia di persone che ballano, in piazza. Immagini che stridono con la perdurante chiusura delle discoteche, qualcuno può spiegare il senso di tutto questo?

Ho contattato Luca Talucci, dirigente nazionale e presidente provinciale del SILB Fipe (Sindacato, Locali da Ballo), per avere un quadro puntuale della situazione. In provincia di Viterbo sono una decina le attività con licenza di locale da ballo chiuse da ormai 15 mesi, circa 400 le persone coinvolte tra lavoro diretto ed indotto.

Alla luce dei video e delle foto di festa degli ultimi giorni, mi chiedo che senso abbia non permettere la riapertura delle discoteche: un intero settore produttivo letteralmente messo in ginocchio, in attesa di risposte.

Lo stesso trattamento deve valere anche per loro, hanno diritto di lavorare.

Mauro Rotelli deputato FdI

Ufficio Stampa
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