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Meno fondi all’agricoltura italiana

Meno fondi all’agricoltura italiana, ennesimo scempio dell’Unione Europea

Oggi più che mai, alla vigilia del Consiglio Europeo di giugno, in cui si dibatteranno temi di fondamentale importanza come l’approvazione del prossimo bilancio settennale (2021-2027) dell’Unione, l’Italia ha bisogno di essere guidata e rappresentata da un governo.

L’urgenza nasce dal fatto che, in seguito all’uscita del Regno Unito dall’Unione, si perderanno 12-14 miliardi di euro.

Questo può causare delle contrazioni dei fondi per investimenti destinati alle Politiche Agricole, con tagli stimati intorno al 5%.

Si tratta di un’operazione che andrebbe a danneggiare in particolar modo i territori, come la Tuscia, vocati all’agricoltura e alle produzioni locali.

L’azione di un Governo di centrodestra, in questo quadro, servirebbe a recuperare intanto l’autorevolezza persa dall’Italia in questi anni di politica estera del centrosinistra.

Bruxelles ha continuato senza sosta a minare gli interessi italiani distraendo fondi a favore dell’accoglienza dei migranti.

Fratelli d’Italia si oppone fermamente a questo scempio ed è pronta a dare battaglia per impedire l’ennesima offesa.

Primo Maggio – Serve un governo per il lavoro

Un governo anche per questo 1 Maggio.

Per snellire la burocrazia aziendale abbassando il costo del lavoro, l’Italia ha il record del cuneo fiscale tra i paesi Ocse.

Per sostenere le imprese con riforme strutturali affinché creino nuova occupazione.

Per rivedere i rapporti con l’Europa che danneggia le nostre aziende, imponendo un sistema di credito con regole non adatte al tessuto produttivo italiano formato da piccole e medie imprese.

Festeggiare il 1 maggio limitandosi alla speranza del reddito/mancetta, senza svolgere alcun lavoro sarà inutile, offensivo oltre che completamente inefficace

#1maggio2018

Un nuovo nome per raccontare Viterbo nel mondo

Il semplice nome di una località, di una città, spesso risulta insufficiente per guadagnarsi un posto nella memoria di ogni singolo turista o nell’immaginario collettivo del grande pubblico.

Disegnare un’identità, per rendere la località immediatamente identificabile e distinguibile dalla miriade di altre destinazioni possibili diventa indispensabile.

Serve un LOGO, un’immagine o simbolo rappresentativo, ed un PAYOFF, una frase molto breve composta anche da una sola parola, il cui senso racchiude l’identità della destinazione.

La creazione del PAYOFF è impresa ardua, soprattutto se non si vuole essere banali.

L’individuazione di un concetto memorabile, stimolante non è affatto semplice.

L’esempio di Civita di Bagnoregio “La Città che muore” lo testimonia a pieno.

Quale PAYOFF vi piacerebbe associare alla Tuscia?

E Viterbo vi piace raccontata come ”la Città dei Papi” o preferireste altro?

I lidi restino in mano italiana. Bolkestein

“Le concessioni balneari sono beni e non servizi”.

A pronunciare queste parole è Frederik Frits Bolkestein, economista olandese creatore della direttiva sulla libera circolazione dei servizi nell’Unione Europea.

Bolkestein è intervenuto ad un convegno organizzato mercoledì a Roma dall’associazione Donnedamare, e che ha visto la partecipazione di vari esponenti del centro-destra, tra cui Giorgia Meloni.

I partiti del centrodestra, da sempre contrari all’applicazione della direttiva agli operatori del settore balneare, nel corso della passata legislatura hanno promosso numerose iniziative parlamentari in loro favore opponendosi all’interpretazione data alla normativa dal centrosinistra che, con il suo operato, ha messo a rischio più di 30.000 attività, spesso a conduzione familiare.

Nella Provincia di Viterbo, la distorta interpretazione della Direttiva Bolkestein colpisce le numerose imprese del settore presenti a Tarquinia, Montalto di Castro e sui laghi di Vico e di Bolsena, arrecando ingenti danni all’economia locale.

L’interesse nazionale venga tutelato: i lidi restino in mano italiana.

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